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Caro pedaggi, allarme dal Car: “Aumenti a carico degli operatori al casello di Settecamini rischiano di far alzare anche i prezzi al mercato” - La Voce del Nord Est Romano

GUIDONIA – E ora, per via del caro pegaggi alle barriere di Roma, potrebbero aumentare anche i prezzi al mercato. E’ questo uno dei rischi indicato dai vertici del Centro agroalimentare di Guidonia che ieri hanno puntato il dito contro il provvedimento con cui si è reso più salato il passaggio al casello di Settecamini, quello utilizzato ogni giorno da migliaia di mezzi che transitano da e per il Centro agroalimentare di Setteville. Due chilometri di percorso sull’A24 ora sono una “batosta” per le auto, ma soprattutto per i mezzi pesanti. Variazioni complete: da Euro 0,70 a 0,80 (+14%) per i veicoli delle Classi A e B (auto, moto e veicoli a due assi); da 0,90 a 1,10  (+22%) per i veicoli di Classe 3 (a tre assi); da 1,40 ad 1,70 (+21%) per i veicoli della Classe 4 (a quattro assi); da Euro 1,70 a 2,10  (+24%) per i veicoli della classe 5(a cinque assi cioè Tir con rimorchio). “La sgradevole novità per chi ieri – commentano dal Car – si è recato nel Centro agroalimentare con un  autoveicolo passando per la Autostrada A 24, e per tutti i portatori di interessi con riscontri nella città dei commerci tra la Roma l’Aquila e la via Tiburtina, ha avuto il sapore aspro di un esborso tariffario accresciuto rispetto a ieri ed il fastidio di alcuni  rallentamenti dei passaggi di ingresso al casello autostradale Settecamini. Scarsa, succinta e sintetica, per non dire evasiva, oscura ed insufficiente, l’informazione all’utenza sugli aumenti. Solo una “pecetta” sul casello quasi invisibile ai conducenti e nessuna concertazione preventiva, né informative  tempestive sui rincari, alla società Cargest. Comprensibile il malcontento generale diffuso tra le tante figure professionali attive nelle 400 aziende insediate nella struttura, che riceve almeno 10.000 persone al giorno e  3.000 mezzi pesanti. Raddoppiati oltretutto dalla spesa dell’entrata e dell’uscita, i rincari sono stati accolti come vessazioni”.
“Solo per due chilometri – dice il presidente della società di gestione Cargest, Giuseppe Biscari – le  nostre aziende e i nostri clienti avranno a carico fino ad 80 centesimi in più al giorno per ogni transito al Car. Rischiamo rialzi dei prezzi al consumo e problemi per i consumatori>. Unanimi, amministratori, imprenditori, manager, impiegati, provider  logistici e commercianti, agricoltori ed autotrasportatori temono un appesantimento dei costi di impresa, che potrebbe rialzare sia i prezzi dei servizi erogati che quelli dei prodotti all’ingrosso e al dettaglio. “Creato con un robusto investimento pubblico – contesta l’amministratore delegato Massimo Pallottini – adesso il Car viene colpito da aumenti tariffari simili a imposizioni fiscali su consumi e aziende. Così, dopo aver favorito con la Legge 41/86 il decentramento degli ortomercati all’ingrosso, adesso lo Stato li penalizza proprio perché decentrati? Il rischio è alto e non c’è logica”. (2 luglio 2010 – www.lavocedelnordestromano.it)

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Provincia, Bertucci (Pdl): “Risorse non utilizzate per cittadini” – L’UNICO

Provincia, Bertucci (Pdl): "Risorse non utilizzate per cittadini"
L’UNICO
Invece no, sull'ambiente niente controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera per Guidonia, città altamente inquinata. Nessun finanziamento per la

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Gli effetti della tassa d’ingresso. Un inferno sulle strade. A … – Affaritaliani.it


Affaritaliani.it
Gli effetti della tassa d'ingresso. Un inferno sulle strade. A
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Il Centro Carni ei Mercati Generali sono nel Comune di Guidonia e quindi dentro l'anello tassato. Ogni camion, dunque in entrata e uscita a Lunghezza e in

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Consiglio comunale riconosce debito fuori bilancio di 4 milioni per conferimenti in discarica con soli voti di maggioranza. Sindaco: “Sventato rischio dissesto con atto di responsabilità per danni fatti da ex amministrazione”. Opposizione: “Niente ok per debito dubbio, incerto e cancellabile” - La Voce del Nord Est Romano

GUIDONIA – Il Consiglio comunale di Guidonia in una seduta in “notturna” (iniziata alle 21 di martedì sera e finita dopo le 5 di ieri mattina) ha riconosciuto a maggioranza la legittimità del debito fuori bilancio indicato in circa 4 milioni di euro alla società che gestisce la discarica dell’Inviolata come somma dovuta per il conferimento dei rifiuti negli ultimi cinque anni. Il provvedimento è stato approvato con 17 voti, mentre i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula al momento del voto. “Bisogna innanzitutto ringraziare la maggioranza – ha commentato ieri il sindaco, Eligio Rubeis – che ha sostenuto un provvedimento di grande responsabilità per la città. Perché dal momento in cui due dirigenti del Comune certificano l’esistenza di un debito il Consiglio ha trenta giorni per ratificare. Un debito, creato dalla precedente maggioranzache, che può rischiare di mandare in dissesto il Comune. Per cinque anni, pur essendo state stanziate in bilancio, non sono mai state pagate alla Ecoitalia le somme dovute per il conferimento in discarica. Somme a cui bisogna aggiungere gli aumenti retroattivi operati dalla Regione. Perché non si sia pagato in 5 anni, per responsabilità di chi e come sono stati utilizzati i soldi, sicuramente confluiti nei residui attivi, lo stabilirà la Corte dei conti. Intanto punteremo ad una rateizzazione del debito per spalmarlo in tre anni”. Una strada non condivisa dall’opposizione. “Non capisco l’urgenza  – ha spiegato Filippo Lippiello, capogruppo Api in consiglio comunale – di approvare  in seconda convocazione  alle cinque di mattina  un debito dubbio, incerto e cancellabile. Sono sconcertato del fatto che si sia accettato l’impianto di preselezione all’Inviolata senza ottenere nulla in cambio. Avevo proposto al Consiglio comunale e al sindaco di far cancellare qualsiasi  debito legato alla discarica per non gravare oltre che sulla salute anche sulle tasche dei cittadini. In risposta il sindaco e la sua maggioranza hanno preferito pagare anche  quando non sembravano esserci  i presupposti ed in più accettare l’impianto. Mi meraviglio che si facciano gli interessi della ditta e non del Comune e che ci sia difficoltà a chiedere un beneficio per la collettività mostrando una sudditanza verso logiche imprenditoriali invece che sociali”. Intanto il capogruppo Pdl, Marco Bertucci, tiene a sottolineare come “un sindaco che riesce a tenere inchiodati sedici consiglieri fino alle 5 del mattino oggettivamente dimostri di poter contare su una maggioranza solida e compatta”. Sedici, perché hanno disertato il Consiglio i due consiglieri Alberto Morelli e Mario Valeri, protagonisti del “gruppo dei sette” che ha scatenato la crisi in maggioranza arrivata fino al ritiro delle deleghe (non ancora riassegnate) a tutti gli assessori da parte del sindaco. (1 luglio 2010 – www.lavocedelnordestromano.it)

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Pedaggi, la stangata è servita: da stamattina è scattato il salasso. Colpiti duramente i pendolari dell’hinterland costretti a pagare anche una sorta di “tassa fissa” prevista per chi si “interconnette” al Raccordo dalle autostrade Anas - La Voce del Nord Est Romano

GUIDONIA e TIVOLI - La stangata è servita per gli utenti delle autostrade italiane. Per i pendolari dell’hinterland romano pure la beffa: mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno rassicura sul no al pedaggio del Gra, chi stamattina è partito dalle zone intorno alla Capitale per andare al lavoro ha già subito il primo salasso. Si stima che siano almeno trentamila gli automoblisti-pendolari solo di Tivoli e Guidonia. Nessun riguardo per loro. L’Aiscat, l’associazione italiana delle società concessionarie di autostrade e trafori, ieri sera ha reso note le stazioni di esazione delle autostrade che si interconnettono con le autostrade ed i raccordi autostradali in gestione diretta Anas presso le quali sarà applicato, oltre all’aumento generale (un millesimo di euro a chilometro per auto, moto, veicoli, e 3 millesimi per i mezzi pesanti), la maggiorazione tariffaria a forfait: “Roma Nord (autostrada interconnessa A1, società concessionaria Aspi); Fiano Romano (A1, Aspi ); Roma Est (A24 Strada dei Parchi); Lunghezza (A24 Strada dei Parchi); Settecamini (A24 Strada dei Parchi); Ponte di Nona (A24 Strada dei Parchi); Roma Sud (A1 Aspi). Queste stazioni si interconnettono con l’A90 Grande Raccordo Anulare”. Questa è una misura che varrà sino a fine 2011. Poi anche anche il solo transito sul Gra potrà essere a pedaggio. Impossibile mettere caselli? Pronta la soluzione: varchi con telepass. Per Pietro Cucci, presidente dell’Anas, “non è una stangata. L’obiettivo per Anas è il raggiungimento della autonomia finanziaria attraverso l’incremento dei ricavi propri legati alla logica di mercato, per uscire dal comparto della pubblica amministrazione e non incidere più sui conti pubblici”. Il fatto è che i soldi li chiedono ai cittadini-utenti. Con un balzello innaccettabile per i pendolari. E il Codacons annuncia un ricorso al Tar del Lazio. Da oggi intanto, per fare solo qualche esempio, per andare da Roma a Milano si pagherà 1,56 euro in più, da Roma a Salerno sino a 2,30 euro in più e addirittura sulle tratte brevi che prevedono il passaggio sul Raccordo, come da Fiano Romano a Roma, si aggiunger un forfait al pedaggio.

LE REAZIONI

Massimo Messale, presidende del Consiglio comunale di TivoliUna brutta stangata per le famiglie. In questa fase di grande difficoltà anche aumenti di poche decine di euro al mese sono intollerabili. Si scarica sui cittadini la cronica difficoltà del sistema di mobilità e le promesse mai mantenute come la metropolitana leggera di cui si parla da decenni. E’ facile prevedere un ulteriore congestionamento di arterie come la Tiburtina e la Nomentana, con conseguenze drammatiche. Ora bisogna subito alimentare un movimento di protesta forte che coinvolga tutte le istituzioni locali.

Eligio Rubeis, sindaco di Guidonia. Un provvedimento iniquo che colpisce pendolari già provati dai grandi disagi del traffico

Filippo Lippiello, coordinatore provinciale di Alleanza per L’Italia e consigliere comunale di Guidonia. Sono rammaricato ed indignato per il trattamento riservato ai pendolari della Provincia di Roma. Un balzello che ancora una volta va a colpire i cittadini più disagiati. Posso comprendere la soddisfazione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, visto che la Capitale non viene toccata dai rincari, ma non che la presidente della Regione, Renata Polverini, non si sia opposta. Scriveremo al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli e al ministro delle Finanze GiulioTremonti per tentare di raggiungere una soluzione con metodi di confronto democratico. Qualora fosse mantenuta questa disparità di trattamento tra i cittadini Provincia e i cittadini della Capitale mi impegnerò a sollecitare tutti i sindaci della provincia per promuovere  iniziative popolari per far sentire forte la voce del dissenso verso iniziative di questo genere.

Teodoro Buontempo (La Destra), assessore alla Tutela del consumatore della Regione Lazio. Il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare è inaccettabile. Il Gra, ormai da anni, non delimita più la città dalla campagna ed è perciò una strada cittadina, percorsa da pendolari e famiglie che portano i figli a scuola. In particolare, chi abita nei comuni dell’hinterland e lavora nella capitale ha nel Raccordo un passaggio obbligato. Come si può pensare di imporre questo odioso balzello. Non si comprende perchè si dovrebbero pagare questi soldi al buio. Se l’Anas, infatti, avesse presentato dei progetti per migliorare la viabilità, per rendere più facile l’ingresso sul Grande Raccordo Anulare, quando si arriva, ad esempio, dalla Roma-L’Aquila (si impiega meno tempo dal capoluogo abruzzese alla capitale che dal casello di Roma all’ingresso nel Raccordo), allora la richiesta poteva anche avere una parvenza di giustificazione. Ma, a fronte del nulla, si chiedono soldi in più a cittadini già tartassati: ripeto, è inaccettabile.

Carlo Lucherini, segretario Pd provinciale e consigliere regionale. La misura presa dal Governo di aumentare di un euro,  o due per i camion,  il pedaggio autostradale per chi esce ed entra a Roma è inaccettabile perché va a colpire le centinaia di migliaia di pendolari che debbono per due volte passare attraverso i caselli autostradali che conducono al Grande raccordo anulare. Di fatto, nonostante le risibili rassicurazioni del sindaco Alemanno si tratta di una tassa sul Gra, una tassa che costerà cara a tutti i pendolari della provincia di Roma e della Regione. E’ un nuovo balzello del Governo Berlusconi che colpisce i lavoratori, col tacito accordo del sindaco Alemanno e della governatrice Polverini.

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